(non fidarsi dei) sondaggi

Medie più recenti

attuale 24‑sep ultima 17‑sep
M5S 28,7% ▼ 28,8%
Lega 31,9% ▲ 31,7%
FI 9,3%  9,0%
PD 16,7%▼ 17,2%
LeU 2,7%  2,5%
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Totale CDX 44,9% ▲ 44,7%
Totale CSX 19,0% ▼ 19,7%
 attuale 24‑sep risultati 4‑mar
M5S 28,7%  32,7%
Lega 31,9% ▲ 17,4%
FI 9,3% ▼ 14,0%
PD 16,7% ▼ 18,7%
LeU 2,7% ▼ 3,4%
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Totale CDX 44,9% ▲ 37,0%
Totale CSX 19,0% ▼ 22,9%

Le medie sono calcolate su un periodo di 14 giorni e sono aggiornate ogni settimana.

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Consigli da esperti su come capire le medie dei sondaggi

1. Consultare sempre le medie e non i singoli sondaggi

Ai media piace costruire delle storie ogni volte che esce un nuovo sondaggio. Ma un singolo sondaggio può rappresentare un’anomalia o semplicemente riflettere una fluttuazione. Chi ha esperienza nell’interpretare i sondaggi sa che bisogna sempre prendere in esame le medie dei rilevamenti, che sono dati più affidabili. Quando vedete un sondaggio nuovo, confrontatelo sempre con la media dei sondaggi più recente.

2. Prendere in esame i trend e non solo gli ultimi numeri

I sondaggi spesso non riescono a rilevare in modo corretto l’affluenza alle urne. Un sondaggio può chiedere agli interpellati per chi voteranno nel caso si rechino alle urne, ma nelle elezioni conta in realtà chi effettivamente si reca ai seggi. Quindi se un sondaggio mostra che il PD e il M5S sono entrambi al 25%, ma gli elettori pentastellati sono più entusiasti e propensi a votare, possiamo ragionevolmente attenderci che il M5S superi il 25% e che il PD abbia una performance al di sotto delle aspettative. I sondaggisti migliori provano a stabilire chi effettivamente voterà, ma farlo non è semplice e le società italiane di solito non pubblicano informazioni a riguardo.

I sondaggi sono molto più efficaci nel rilevare dei trend che nel prevedere i risultati esatti di una votazione. Per capire chi sono gli elettori più o meno motivati, controllate i trend. Un trend chiaramente a favore di un partito durante una campagna elettorale può indicare che gli elettori di riferimento sono più motivati e che quindi la compagine in questione può superare i numeri rilevati nei sondaggi.

3. Guardare al di là dei sondaggi

I sondaggi non prevedono dei risultati esatti, bensì mostrano delle probabilità. Se si leggono venti sondaggi tutti eseguiti perfettamente, ci si può comunque aspettare che uno sia interamente sbagliate, per una mera ragione di probabilità. Ricordate sempre che i sondaggi rilevano solo un range di risultati probabili.

Questo non significa che i sondaggi non forniscano informazioni, bensì che non dovrebbero essere la nostra unica fonte di informazione. Un osservatore di sondaggi informato dovrebbe prestare attenzione anche ai trend economici, alla storia di un determinato elettorato e ai resoconti delle persone sul campo.

Quando tutte queste fonti concordano nel fornire la stessa storia, la nostra fiducia nei sondaggi deve aumentare. Ma quando i sondaggi sembrano divergere da altri importanti canali di informazioni, dobbiamo prendere in considerazione il fatto che possano essersi lasciati sfuggire qualcosa di importante. Questo è successo di recente con Brexit in Gran Bretagna, Trump negli USA e il 4 marzo in Italia.

Questi tre consigli sono tutto ciò che vi serve per capire cosa mostrano e cosa no i sondaggi.

Se volete saperne di più, tornate a visitare il nostro sito. Stiamo preparando una serie di post sui fondamenti scientifici su cui si poggiano i nostri consigli.

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da YouTrend