Buona Festa della Liberazione, e grazie a Gabriella Degli Esposti

Anche La Quarta Repubblica aderisce alla campagna dei Socialisti GaudentiRicorda un partigiano per il 25 aprile”, per diffondere le storie dei protagonisti della Resistenza – a cui dobbiamo, per inciso, di vivere in una democrazia anziché in una dittatuta delle banane.

Noi vogliamo ricordare Gabriella Degli Esposti, contadina della provincia di Bologna e medaglia d’oro al valor militare (alla memoria). Gabriella era nata il 1 Agosto del 1912 a Calcara di Crespellano (oggi Valsamoggia), frazione di un paesello di meno di 10000 anime a 30km da Bologna. Attiva da subito nella Resistenza, aveva partecipato a numerose azioni di sabotaggio, e dopo l’8 Settembre 1943, insieme al marito Bruno Reverberi, aveva trasformato la propria casa in una base della Quarta Zona della Resistenza – una delle aree più pericolose per l’azione partigiana data la vicinanza con la Linea Gotica.

Gabriella era molto attiva soprattutto nella creazione a livello locale di Gruppi di Difesa della Donna (GDD): le organizzazioni antifasciste femminili che avevano come obiettivo di lungo termine, una volta sconfitto il fascismo, la fine dello sfruttamento della donna e l’uguaglianza di accesso al lavoro e salariale. Sul sito dell’ANPI è possibile leggere che si era molto impegnata alla formazione di questi gruppi “benché avesse due bambine piccole e fosse in attesa di un terzo figlio”[1] – ma, vogliamo aggiungere noi, è più probabile che fosse tanto impegnata nella formazione di GDD poichè aveva due bambine piccole ed aspettava una terza.

Grazie al lavoro dei GDD, durante l’estate del 1944 centinaia di donne scesero in piazza nella zona per protestare contro la scarsità di alimenti, e per manifestare contro la guerra. In quei giorni, essendo Gabriella a capo delle manifestazioni, fu minacciata di morte; il 13 dicembre 1944, quando i fascisti locali organizzarono insieme all’esercito tedesco occupante un grande rastrellamento per contrastare l’irrobustirsi della Resistenza, lei fu tra i molti arrestati. Nonostante fosse incinta di un terzo figlio, Gabriella venne sottoposta a torture indicibili per giorni; ma non rivelò mai la posizione dei gruppi partigiani che appoggiava, tra qui quella del marito. Il 17 dicembre venne portata sul greto del Panaro a San Cesario e lì uccisa insieme a nove altri prigionieri.

La scoperta del suo cadavere sfigurato non dissuase, ma anzi indusse molte donne della zona a raggiungere i partigiani, formando il distaccamento “Gabriella Degli Esposti”, forse l’unica formazione partigiana composta esclusivamente da donne. Dichiarata Eroina della Resistenza, il 22 aprile 2006 è stato inaugurato un monumento a lei dedicato sul greto del Panaro. La figlia maggiore, Savina Reverberi Catellani, ha scritto un libro dove racconta la storia della madre e della famiglia: “GABRIELLA DEGLI ESPOSTI, mia madre – storia di una famiglia nella tragedia della guerra”. Ne consigliamo la lettura.

 

[1] https://web.archive.org/web/20070819002752/http://www.anpi.it/uomini/degliesposti.htm

La supercazzola del giorno

 


@JennaBenso

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