I sovranisti europei a Milano

 

di Marta Lorimer (LSE) @_mlorimer  


Lunedì mattina, quattro leader della destra radicale Europea si sono incontrati a Milano. Obbiettivo? Annunciare la creazione (o quantomeno, l’aspirazione) di un gruppo unitario al Parlamento Europeo.

Al momento, Matteo Salvini (Lega), Jörg Meuthen (Alternativa per la Germania), Olli Kotro (Veri Finlandesi) e Anders Vistisen (Partito Popolare Danese), infatti, siedono in tre gruppi diversi al Parlamento europeo: La Lega fa parte del gruppo Europa delle Nazioni e della Libertà (ENL), l’AfD del gruppo Europa della Libertà e della Democrazia Diretta e i Veri Finlandesi e il Partito Popolare Danese del gruppo Conservatori e Riformisti. L’incontro di Milano era dunque l’occasione per provare a federare le forze dell’estrema destra europea e portarle all’interno dello stesso gruppo politico, con l’intenzione di diventare ‘il gruppo più grande all’interno del Parlamento europeo.’

credits: Rai News

Il progetto è ambizioso: in passato, le destre radicali non sono state capaci di unirsi in modo efficace, finendo di solito o in gruppi diversi o nel gruppo dei non iscritti. La presenza dei Veri Finlandesi e del Partito Popolare Danese è in questo senso significativa: in precedenza questi gruppi avevano sempre rifiutato ogni collaborazione con le destre radicali, preoccupati che l’associazione con Marine Le Pen in particolare potesse nuocergli in patria.

Il meeting di Milano ha mostrato tutte le difficoltà dell’impresa. Mancavano, ad esempio, i polacchi di Diritto e Giustizia, per i quali le posizioni filorusse di molti dei gruppi dell’estrema destra europea sono inaccettabili. Tra l’altro, i polacchi potrebbero preferire rimanere all’interno dell’ECR poiché una volta scomparsi i conservatori inglesi, sarebbero il partito dominante all’interno del gruppo. Perché fare da secondo violino a Salvini quando potrebbero fare i solisti?

Mancavano anche i Democratici Svedesi, che a differenza dei loro colleghi scandinavi, sono apparsi non proprio entusiasti del progetto di federazione delle destre. Ancora alle prese con la loro legittimazione interna, l’essere associati a forze radicali nel parlamento Europeo non sembra essere una buona strategia.

Se dunque il progetto appare ambizioso, il programma, per ora, è ancora poco chiaro però. Mentre ci sono aree di convergenza, ad esempio sull’idea di chiudere i confini europei all’immigrazione o sulla diminuzione delle competenze dell’UE, al contrario per quanto riguarda le aree di dissenso i leader si sono tenuti estremamente vaghi. Sui rapporti con la Russia e le politiche economiche, ad esempio, hanno parlato della necessità di ‘discutere posizioni comuni’, indicando come per ora non esistano posizioni unitarie. Con buona pace degli inglesi, però, almeno una parte del progetto appare chiara: quella che viene proposta non è una uscita dalla UE, ma una riforma radicale delle sue istituzioni.

È anche improbabile che il gruppo diventi il più grande del Parlamento Europeo. Anche uniti, i sondaggi suggeriscono che sarebbero il terzo gruppo del Parlamento, con circa 120 seggi. Abbastanza per creare problemi, ma non abbastanza per dichiararsi la delegazione più significativa.

Nell’attesa, il prossimo appuntamento si terrà il 18 Maggio a Milano. Una seconda occasione per Salvini per presentarsi come il federatore delle destre Europee e il leader di un gruppo di forze politiche con il vento in poppa. Un’immagine che potrebbe aiutarlo nel futuro, nel caso l’Italia si trovasse ad andare ad elezioni anticipate in autunno. Perché, se il progetto di confederazione è presentato come Europeo, le motivazioni, siamone tutti certi, sono banalmente domestiche.