Trumpismo e gilets jaunes

 

di Mario Del Pero (SciencesPo, Parigi) @mariodelpero.5


Colpiscono, per chi si occupa di Stati Uniti, le analogie e le differenze tra l’assalto alle élite che portò all’elezione di Trump e quello in corso contro Macron, tra trumpismo e gilets jaunes, per dirla un po’ grossolanamente.

Perché si parla di rivolta di un ceto medio impoverito e contro forme di diseguaglianza fattesi intollerabili, ma è una sintesi, questa, al meglio parziale e al peggio fuorviante.

Al netto dell’inflazione, i redditi medi dei francesi sono cresciuti di più del 20% tra il 1996 e il 2006, per poi rimanere sostanzialmente stagnanti nel decennio successivo (fig.1); il rapporto tra il 10% più ricco e il 10% più povero è passato in un ventennio (1996-2016) da 1 a 6 a 1 a 7 (fig.2), un incremento non particolarmente marcato, soprattutto se lo si confronta col caso statunitense. Una diseguaglianza cresciuta poi quasi tutta nella prima delle due decadi – 1996-2006 – e calata negli anni di Hollande come portato della crisi e, anche, delle politiche fiscali dei governi socialisti.

Fig. 1
Fig. 2

È chiaro che nella protesta convergono spinte e variabili diverse, anche se la sua deriva demagogica e violenta non è visibile solo a quelli che si eccitano a prescindere non appena vedono un fumogeno o un passamontagna. Al netto di tutto, però, la forte somiglianza con gli Usa è che alla fine si scontano ancora gli effetti della crisi del 2007-8 e la memoria vivida del decennio precedente, termine di paragone – artificiale e irripetibile – degli standard di vita correnti. Hollande, con politiche fiscali che ai gilets jaunes per come sono spesso rappresentati sarebbero dovute piacere molto, se ne andò con tassi di popolarità attorno al 5%. Macron, con scelte opposte, è nell’occhio del ciclone.

E in un mondo dove élite e capitali politiche sono bersaglio tanto facile quanto inevitabile, un paese capitale-centrico ed elitario (nel senso di formazione, legittimazione e riconoscimento delle élite) come la Francia si trova oggi in una bufera davvero spaventevole, della quale solo i grulli – che a sinistra ahimè non mancano mai – si possono rallegrare.