La presa del ‘balcone’ di palazzo Chigi


La manovra del popolo (anzi del Popolo con la maiuscola) non è stata festeggiata a piazza del Popolo. Ma da un balcone.

A parte il fatto che si tratta, molto probabilmente, del primo caso nella storia italiana in cui si è festeggiato un Documento di Economia e Finanza, e già questo di per sé meriterebbe una riflessione, nondimeno il perché del balcone, il motivo per cui è stata orchestrata una marcetta di parlamentari eccitati sventolanti bandiere e confluiti a piazza Colonna, questo episodio insomma, forse vale qualche parola.

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Sarà stata anche una questione logistica e di permessi, concediamoglielo, ma certamente festeggiare in una piazza dal sapore ‘di sinistra’ come appunto piazza del Popolo, non lontana dai palazzi delle istituzioni e quindi raggiungibile anche dagli sbandieratori pentastellati, avrebbe avuto un significato diverso. Chiudiamo quindi definitivamente la noiosa disputa su quanto sia ‘di sinistra’ il M5S, nel caso chi fosse stato molto molto distratto negli ultimi tempi avesse ancora dei dubbi. E ora qualcuno avvisi anche il presidente della Camera Fico.

Tralasciamo per ora i contenuti della manovra; le sue conseguenze busseranno molto presto alle nostre porte e non potremo far finta di nulla.
Ma in quella fotografia in cui un manipolo di impavidi difensori del popolo festeggianti l’epica vittoria della pensione di cittadinanza inneggiano ai loro capi, i quali raggianti dal balcone di Palazzo Chigi contraccambiano con gesti di vittoria (come quelli usati da Churchill nel 1945 per intenderci) e pure con qualche pugno chiuso, beh in quella fotografia manca qualcuno.

Dai balconi si sono affacciati in tanti, da Togliatti a Berlinguer, e pure D’Alema, da Michael Jackson a Kate e William, e Megan e Henry. Ovvio che per noi, almeno per quelli che hanno ancora una qualche memoria storica oppure si sono visti tutti i documentari di Paolo Mieli su Rai Storia, il balcone in politica è uno soltanto, quello di piazza Venezia. E sarebbe troppo facile usare la ‘presa del balcone di giovedì’ come pretesto per denunciare il nuovo regime. Non ce ne è bisogno: gli ultimi fatti di cronaca parlano da soli.

Ma su quel balcone giovedì sera è successo qualcosa di più sottile, meno evidente, con conseguenze importanti secondo noi. Su quel balcone mancava il presidente del Consiglio, il ‘padrone di casa’, quello che dovrebbe indirizzare le scelte principali dell’esecutivo, presentarle e difenderle in Parlamento. Anche qui forse siamo di fronte al primo caso della storia italiana in cui un capo di governo non rivendica il proprio ruolo, non si presenta per gli applausi; anzi proprio non c’è. All’apice del momento storico – secondo la definizione di Luigi Di Maio, che sia chiaro – in cui si festeggia niente po’ po’ di meno che la pensione di cittadinanza (e soprattutto il condono per gli evasori fiscali) il premier Conte pare fosse impegnato a fare altro.

Quello che mancava insomma era l’istituzione: mancava la repubblica italiana, c’era solo una parte, una delle due forze che sostengono il governo, che ha ‘occupato’ i luoghi delle istituzioni; per la precisione il balcone. Non esattamente il palazzo d’Inverno, ma il balcone.

Ovvio che le domande sono tantissime: potremmo riderci sopra e chiederci se, visto che ormai il palazzo è aperto a tutti, lo si potrà anche affittare per le foto del matrimonio.

Ma crediamo invece che ci siano questioni serie dietro la pagliacciata di giovedì: il lento ma continuo scivolamento verso un sentire comune in cui non esiste più una separazione fra le varie forme e prassi della democrazia, in cui in nome del presunto volere del popolo tutto può essere occupato, anche i balconi. Questo è avvenuto. Quello che ci aspetta è dunque una sorta di un nuovo senso comune in cui sarà considerato normale non avere un presidente del consiglio? ma piuttosto un ‘avvocato del popolo’ chiamato, come si fa appunto con gli avvocati, solo quando ci sono i problemi?

Certo, non drammatizziamo troppo. Un’altra sola domanda però: quando ci saremo tutti abituati al nuovo senso comune in cui si potrà fare senza la presidenza del Consiglio, come del resto si potrà fare senza il parlamento grazie alle nuove tecnologie, come ci hanno più volte illustrato Davide Casaleggio e i suoi dipendenti, dopo che il nuovo senso comune sarà bellamente condiviso da tutti e chi non sarà d’accordo, sarà un traditore o un venduto alla casta, allora insomma chi salirà sul balcone? Ci sarà ancora a fianco della bandiera italiana quella europea?