Una iena vestita da pipistrello

 

di Manfredi Scanagatta (public historian, OZ-Officine zero @OfficineZ) 


La retorica brechtiana tra le altre cose ci ha lasciato in dote la possibilità di riflettere su un’affermazione complessa e se vogliamo anche ambigua. Brecht diceva che è “beato quel popolo che non ha bisogno di eroi”.

Quando mi viene in mente questa frase inevitabilmente penso a Batman e a Gotham City, e subito dopo il mio pensiero si volge a Rousseau, al mito del buon selvaggio, a quell’utopia dove l’uomo non è incattivito dalla società. Ad oggi, nel caos culturale in cui viviamo, la mia mente però al nome di Rousseau associa anche una piattaforma web, che ha come scopo la banale volontà di costruire una nuova e avanguardistica forma di democrazia e gestita da una società privata già proprietaria dell’attuale primo partito italiano.

Sarà assurdo ma ho la sensazione che la nomina di Dino Giarrusso a direttore di un osservatorio sui concorsi nell’università e negli enti di ricerca, porti con sé tutti i livelli di delirio su cui il mio pensare si è annodato.

L’eroe è necessario nella società pensata dal M5S, il Movimento stesso incarna l’angelo purificatore che aprirà tutti i cattivi come scatolette, mentre i suoi esponenti eroi combatteranno contro ogni forma di potere forte, salvatori di una patria malata; sono tanti piccoli Batman nella nostra Gotham City.

Il problema dei concorsi truccati e delle nomine clientelari all’interno dell’Accademia italiana è un problema vero, serio, che colpisce l’economia sociale e culturale in modo molto più grave di quanto si pensi. È dunque necessario rinforzare un sistema che possa controllare e intervenire lì dove si verifichino illeciti.

Ma parlare di baroni universitari è parlare di casta; e quando si parla di casta l’entusiasmo eroico e generalizzante dei cinque stelle si rafforza, ribolle il sangue nel pensare a questi statali pasciuti e appoltronati. I cinque stelle “odiano” le élite, amano il popolo, sono il popolo, e si vogliono difendere. Ecco dunque che questo popolo ha bisogno di un super eroe e Giarrusso è un Batman perfetto.

Guardiamo la foto con cui Fioramonti ci ha presentato questo nuovo alfiere della legalità, guardiamo il suo sguardo, così sicuro, penetrante e non è lo sguardo di uno sconosciuto, bensì di un uomo che è già entrato nelle case di milioni di italiani: è una iena senza paura.

La sua funzione all’interno di un organismo che non esiste è molto chiara, lui deve vigilare, scovare, innalzare la bandiera dell’onestà. E che male c’è mi si dirà, nessuno risponderò io, soprattutto in un paese in cui ci esaltiamo nell’osservare un giornalista di inchiesta – il cui lavoro più famigerato è stato confutato dalla Procura di Roma “perché il fatto non sussiste” – assurgere a un non-ruolo dove non si capisce se avrà un potere decisionale, se si limiterà a fare da passacarte per la Magistratura o se nel beneplacito della distrazione di massa si trasformerà in un prefetto con potere di proscrizione; quest’ultima opzione, se associata al nostro attuale Ministro degli Interni, apre delle prospettive entusiasmanti.

Ancora una volta questo governo ci sta dimostrando quanto il nostro immaginare sia limitato, ancora una volta un paese intero si trova a discutere sul nulla perché “la iena” è lì, già temuta e adorata; non importa cosa farà, l’importante è che appaia, che sappia stare davanti a una telecamera e che non tradisca le aspettative degli spettatori paganti.