Lezioni dagli ultimi sondaggi


Due importanti novità:

  1. La Lega è diventata ormai virtualmente il primo partito, avendo quasi raggiunto il Movimento Cinque Stelle.
  2. Il PD si è stabilizzato per la prima volta da due settimane a questa parte sulle percentuali ottenute il 4 marzo, registrando un leggero trend in salita.

Sondaggi Lega M5S PD FI LeU

Questo conferma ancora una volta quanto già avevamo scritto il 29 maggio, prima della formazione del governo Conte.

Inoltre, conferma anche la nostra analisi del 1 giugno, il primo giorno del nuovo governo.

Questo sarà chiaramente un governo guidato e dominato dalla Lega, che si trova nella posizione più forte e sembra capace di dettare l’agenda al M5S, il quale invece teme nuove elezioni. Da quando abbiamo pubblicato il nostro commento, i timori del M5S sono anzi aumentati, avendo essi perso quel piccolo rimbalzo ottenuto grazie alla formazione del governo e registrando una continua tendenza alla diminuzione.

Come ci aspettavamo, Salvini ha già ampiamente dimostrato che intende utilizzare la doppia carica di Ministro dell’Interno e di Vicepresidente per agire invece come il Presidente del Consiglio, dominando regolarmente la scena politica rispetto a Conte o Di Maio.

In questa prospettiva, il fatto che il M5S sia ben al di sotto del risultato del 4 marzo, e praticamente anche rispetto alla Lega, lo rende ostaggio di Salvini. Dal Viminale Salvini può controllare che le politiche M5S siano accantonate, posticipate, annacquate o sostituite da piccoli gesti simbolici che non costino nulla (e che non abbiano nessun impatto sull’economia del paese).

Aspettiamoci dunque che la Lega, da parte sua, continui a reiterare gli attacchi a quante più minoranze e capri espiatori possibili, così da ottenere la massima pubblicità senza dover effettivamente ‘spendere soldi’. Potrebbero persino avanzare una qualche proposta fiscale, molto probabilmente al ribasso rispetto a quanto promesso. Ed è chiaro come stiano cercando di ottenere più vantaggi possibili da questi scontri simbolici i quali, in realtà, non hanno nulla a che fare con il tentativo di risolvere i problemi reali nell’economia: una cosa di per sé difficile e che ‘costerebbe’. Sbraitare su immigrati, Rom e vaccini è invece gratis.

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Il PD ha avuto risultati terribili alle amministrative. Tuttavia, va sottolineato che i numeri generali sono in risalita – e in alcuni casi anche appena sopra, i risultati il ​​4 marzo.

Le amministrative riflettono l’ondata travolgente della Lega (ma non del M5S). Probabilmente riflettono anche l’assenza di leadership, visione e motivazione per gli elettori del PD. L’affluenza è stata molto bassa; chiaramente sono stati gli elettori della Lega ad essere stati motivati ​​grazie a una leadership nazionale visibile che ha dato loro una ragione per andare ai seggi. Se il PD continua a essere immobile e invisibile a livello nazionale, rimandando qualsiasi decisione sul proprio futuro, rischia di sprecare l’unica possibilità che ha di avviare un percorso di ricostruzione a partire dai numeri parzialmente incoraggianti forniti dagli ultimi sondaggi.