E dopo il contratto alla tedesca, si ritorna al doppio turno alla francese


Come nelle soap succede di tutto in ogni puntata, ma se riprendi a guardarle dopo qualche settimana o mese non ti sembra che nulla sia cambiato. Dopo una settimana in cui Ridge-Di Maio ha corteggiato Brooke-Salvini, e in quella dopo c’ha provato con Caroline-Renzi, oggi nulla di fatto? Siamo al punto di partenza?

Non esattamente; e come in ogni soap di successo sono i dialoghi, o meglio la scelta delle parole, ad avere importanza.

Mettiamo da parte la richiesta di elezioni a giugno fatta da Di Maio in risposta alla riemersione di Renzi in TV (e non commentiamo nemmeno la trasmissione scelta dallo stesso Renzi: l’analisi sullo stato della cultura comunicativa del PD lo rimandiamo a un altro post). Giugno è una data inverosimile per vari motivi, soprattutto perché le procedure per i collegi esteri richiedono 60 giorni. Ovviamente il parlamento andrebbe sciolto, ma anche questo sembra essere un dettaglio per il leader, anzi il capo politico (forse ancora per poco?) del M5S. Mettiamo anche da parte il contesto: i risultati deludenti in Friuli per il M5S e la tutto sommato tenuta del PD. Tanto che la Lega avrebbe fatto il pieno già lo si sapeva. Il dato forse che più ci interessa è la bassa affluenza (49,63%). Le analisi dei flussi elettorali arriveranno e ci spiegheranno nel dettaglio; tuttavia, che il M5S non sia riuscito a riportare alle urne i suoi sostenitori sembra essere la prima osservazione da fare. Pure questa non è una novità. Il web-populismo funziona appunto sul web, lontano dalla banalità della politica amministrativa.

È piuttosto la risposta un po’ naif tra il risentito e il giustificatorio di Di Maio, secondo noi, ad avere contenuto e a creare la ‘narrazione’. Prima il Cliffhanger lanciato su Facebook assieme alla minaccia al PD, un po’ sgrammaticata, ma per questo diamo la colpa al pathos della situazione. Ci saranno novità! col punto esclamativo scrive Di Maio. E oggi, infine, il video-post.

Riassumendo: niente più contratti da firmare con nessuno, ma nuove elezioni che rappresenteranno ‘il ballottaggio’, il secondo turno insomma del presunto scontro fra lui e Salvini. ‘Chiediamo insieme di andare a votare, e facciamolo finalmente questo secondo turno a giugno’ annuncia con enfasi il nostro eroe.

Si passa dunque dal contratto alla tedesca al doppio turno alla francese? Per eleggere cosa? Il presidente del consiglio di un sistema parlamentare? Opzione presidenziale innestata su un quadro istituzionale parlamentare? E questa proposta è parte del programma del M5S? È stata approvata dal Movimento? È stata votata sulla piattaforma Rousseau? Quindi ora alla democrazia diretta delle origini si somma un doppio turno dal sentore presidenziale, i quali andranno a dare sostanza a una costituzione che prevede un sistema parlamentare e rappresentativo? E questa confusione di modelli e metodi poi, alla fine, dovrà passare al vaglio della Casaleggio e Associati?

Aspettiamo la prossima puntata, certo. Tuttavia, ricordiamoci anche che non sono solo definizioni di scuola queste. E la scelta forse non è tra rivoluzione e restaurazione, come suggerisce in una sorta di deliro di onnipotenza il nostro eroe a conclusione del suo video, ma forse fra democrazia e qualcosa di diverso.