La Rivoluzione degli ‘spicci’


4 mila euro al mese. E a pochi giorni dalle elezioni. Questo sì che è il segnale del cambiamento. Anzi, solo il primo passo verso la strepitosa metamorfosi della politica italiana che sarà l’abolizione dei vitalizi.

La rivoluzione degli ‘spicci’, insomma, par essere il vero nucleo del progressismo pentastellato a leggere la proposta a firma Giulia Grillo e Danilo Toninelli lanciata ieri su www.blogdellestelle.it.

Le parole-chiave sono sempre quelle: poltrone ovvio, spicca su tutte; e poi massima trasparenza, eliminazione degli sprechi, risoluzione delle problematiche (problemi no?) in cima all’agenda dei cittadini. E poi la lunga lista di chi saranno mai questi cittadini: famiglie, lavoratori, imprenditori, commercianti, artigiani, disoccupati, insegnanti, pensionati, risparmiatori. Chissà se questo ordine è pure una gerarchia negli orizzonti del nuovo Movimento 5 Stelle che guarda a Macron. Lo scopriremo. E laquartarepubblica.it lo monitorerà.

Tutti questi passaggi-chiave sono evidenziati in neretto da Grillo e Toninelli. Che a leggerli in fila uno all’altro fanno quasi ubriacare. In evidenza pure l’invito ecumenico a un confronto sul programma del M5S anche a chi ha già deciso di autocollocarsi all’opposizione. Certo questi hanno rifiutato, attaccati come sono alle poltrone.

Attenzione però, qui il passaggio in neretto pare indicare che l’opposizione sia il freno del cambiamento chiesto dagli italiani. Perché se i cittadini sono al centro dei processi decisionali (in neretto) grazie al sol dell’avvenir pentastellato non ci sarà certo bisogno dell’opposizione. La rivoluzione degli spicci non prevede dunque l’opposizione? Però tranquilli, stanno lavorando per noi.

29 March at 10:40